[Matt/Mohinder. Fortissimamente AU. Commenti aperti solo a
matty_parkman .]
Il principe Mohinder era fortemente disorientato.
Grossi e alti mostri color grigio scuro lo circondavano da ogni lato, una pioggia vischiosa colava dall'alto, molto diversa dalle lacrime di gioia del cielo del regno di Andalasia, e non aveva la più pallida idea di dove si trovasse! Si era fatto tardi, ormai, e sollevando lo sguardo giurò di dover essere a letto da un bel pezzo.
Ma no, non quella sera. Non la sera del giorno più felice della sua vita... L'ultimo ricordo che serbava di quando il suo mondo aveva solo due dimensioni era l'opulento giardino del palazzo reale, dove di lì a poco si sarebbe unito in nozze con l'adorabile, fantastico, sublime principe Noah!, per coronare il suo sogno d'amore e vivere per sempre felice e contento. Ricordava che stuoli di cerbiatti, conigli, fringuelli e puzzole si erano riuniti per presenziare al grande, magico evento, e per augurare all'ingenuo e puro principe una vita di gioia eterna, e di ricevere il bacio del vero amore.
Ma poi? Cos'era accaduto?
Una garbata vecchina - nonostante il notevole porro che aveva sul naso l'avesse terrorizzato, in un primo momento - lo aveva avvicinato all'improvviso e, nonostante lui avesse manifestato la sua fretta, quella lo aveva condotto ad un pozzo, della cui presenza a palazzo il principe Mohinder non era al corrente. Si era chinato in avanti con lei, mentre recitava la diceria secondo la quale quella cavità nel terreno potesse esaudire i desideri più profondi del cuore. Il giovane si era specchiato nell'alone pallido e latteo che baluginava dalle profondità davanti a sè, e null'altro ricordava che precedesse la sua venuta nello strano mondo in cui si trovava ora.
Solo e sperduto, senza essere riuscito ad ottenere aiuto da nessuno dei passanti che aveva incrociato sulla sua strada, ora era anche infreddolito a causa della pesante pioggia che aveva cominciato a cadere da almeno dieci minuti a quella parte.
"Cosa faccio, adesso? Dove mi trovo?", lamentava ad alta voce il principe, con le mani giunte al petto e lo sguardo disorientato.
Fu allora che lo vide.
Il castello.
Un imponente maniero si ergeva dalla sommità di una strana costruzione brutta e squadrata, e, "Oh! Finalmente sono a casa!", esultò il principe arrampicandosi sulla scalinata traballante che portava al cospetto della fortezza. Aveva pinnacchi viola e mura rosa, ed era proprio uguale spiccicata al castello del suo principe Noah.
"Ehilà?", domandò giulivo, picchiando con le nocche della mano destra sulla porta del castello, che produceva un rumore sordo e strano, come se alle sue spalle non ci fosse nulla. "C'è nessuno? Sono il principe Mohinder! Il promesso sposo del principe Noah!"
Nessuna risposta.
Il principe Mohinder era fortemente disorientato.
Grossi e alti mostri color grigio scuro lo circondavano da ogni lato, una pioggia vischiosa colava dall'alto, molto diversa dalle lacrime di gioia del cielo del regno di Andalasia, e non aveva la più pallida idea di dove si trovasse! Si era fatto tardi, ormai, e sollevando lo sguardo giurò di dover essere a letto da un bel pezzo.
Ma no, non quella sera. Non la sera del giorno più felice della sua vita... L'ultimo ricordo che serbava di quando il suo mondo aveva solo due dimensioni era l'opulento giardino del palazzo reale, dove di lì a poco si sarebbe unito in nozze con l'adorabile, fantastico, sublime principe Noah!, per coronare il suo sogno d'amore e vivere per sempre felice e contento. Ricordava che stuoli di cerbiatti, conigli, fringuelli e puzzole si erano riuniti per presenziare al grande, magico evento, e per augurare all'ingenuo e puro principe una vita di gioia eterna, e di ricevere il bacio del vero amore.
Ma poi? Cos'era accaduto?
Una garbata vecchina - nonostante il notevole porro che aveva sul naso l'avesse terrorizzato, in un primo momento - lo aveva avvicinato all'improvviso e, nonostante lui avesse manifestato la sua fretta, quella lo aveva condotto ad un pozzo, della cui presenza a palazzo il principe Mohinder non era al corrente. Si era chinato in avanti con lei, mentre recitava la diceria secondo la quale quella cavità nel terreno potesse esaudire i desideri più profondi del cuore. Il giovane si era specchiato nell'alone pallido e latteo che baluginava dalle profondità davanti a sè, e null'altro ricordava che precedesse la sua venuta nello strano mondo in cui si trovava ora.
Solo e sperduto, senza essere riuscito ad ottenere aiuto da nessuno dei passanti che aveva incrociato sulla sua strada, ora era anche infreddolito a causa della pesante pioggia che aveva cominciato a cadere da almeno dieci minuti a quella parte.
"Cosa faccio, adesso? Dove mi trovo?", lamentava ad alta voce il principe, con le mani giunte al petto e lo sguardo disorientato.
Fu allora che lo vide.
Il castello.
Un imponente maniero si ergeva dalla sommità di una strana costruzione brutta e squadrata, e, "Oh! Finalmente sono a casa!", esultò il principe arrampicandosi sulla scalinata traballante che portava al cospetto della fortezza. Aveva pinnacchi viola e mura rosa, ed era proprio uguale spiccicata al castello del suo principe Noah.
"Ehilà?", domandò giulivo, picchiando con le nocche della mano destra sulla porta del castello, che produceva un rumore sordo e strano, come se alle sue spalle non ci fosse nulla. "C'è nessuno? Sono il principe Mohinder! Il promesso sposo del principe Noah!"
Nessuna risposta.
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