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  <title>They're here. Among us.</title>
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    <title>dr_suresh @ 2008-01-26T18:46:00</title>
    <published>2008-01-26T17:58:29Z</published>
    <updated>2008-01-26T18:02:56Z</updated>
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    <content type="html">[Matt/Mohinder. Fortissimamente AU. Commenti aperti solo a &lt;span class='ljuser ljuser-name_trinipedia' lj:user='trinipedia' style='white-space: nowrap;'&gt;&lt;a href='http://trinipedia.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif' alt='[info]' width='17' height='17' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://trinipedia.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;matty_parkman&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; .]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il principe Mohinder era fortemente disorientato.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grossi e alti mostri color grigio scuro lo circondavano da ogni lato, una pioggia vischiosa colava dall'alto, molto diversa dalle lacrime di gioia del cielo del regno di Andalasia, e non aveva la più pallida idea di dove si trovasse! Si era fatto tardi, ormai, e sollevando lo sguardo giurò di dover essere a letto da un bel pezzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma no, non quella sera. Non la sera del giorno più felice della sua vita... L'ultimo ricordo che serbava di quando il suo mondo aveva solo due dimensioni era l'opulento giardino del palazzo reale, dove di lì a poco si sarebbe unito in nozze con l'adorabile, fantastico, sublime principe Noah!, per coronare il suo sogno d'amore e vivere per sempre felice e contento. Ricordava che stuoli di cerbiatti, conigli, fringuelli e puzzole si erano riuniti per presenziare al grande, magico evento, e per augurare all'ingenuo e puro principe una vita di gioia eterna, e di ricevere &lt;i&gt;il bacio del vero amore.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma poi? Cos'era accaduto? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una garbata vecchina - nonostante il notevole porro che aveva sul naso l'avesse terrorizzato, in un primo momento - lo aveva avvicinato all'improvviso e, nonostante lui avesse manifestato la sua fretta, quella lo aveva condotto ad un pozzo, della cui presenza a palazzo il principe Mohinder non era al corrente. Si era chinato in avanti con lei, mentre recitava la diceria secondo la quale quella cavità nel terreno potesse esaudire i desideri più profondi del cuore. Il giovane si era specchiato nell'alone pallido e latteo che baluginava dalle profondità davanti a sè, e null'altro ricordava che precedesse la sua venuta nello &lt;i&gt;strano mondo&lt;/i&gt; in cui si trovava ora. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo e sperduto, senza essere riuscito ad ottenere aiuto da nessuno dei passanti che aveva incrociato sulla sua strada, ora era anche infreddolito a causa della pesante pioggia che aveva cominciato a cadere da almeno dieci minuti a quella parte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Cosa faccio, adesso? Dove mi trovo?", lamentava ad alta voce il principe, con le mani giunte al petto e lo sguardo disorientato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu allora che lo vide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Il castello. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un imponente maniero si ergeva dalla sommità di una strana costruzione brutta e squadrata, e, "Oh! Finalmente sono a casa!", esultò il principe arrampicandosi sulla scalinata traballante che portava al cospetto della fortezza. Aveva pinnacchi viola e mura rosa, ed era proprio uguale spiccicata al castello del &lt;i&gt;suo&lt;/i&gt; principe Noah. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ehilà?", domandò giulivo, picchiando con le nocche della mano destra sulla porta del castello, che produceva un rumore sordo e strano, come se alle sue spalle non ci fosse nulla. "C'è nessuno? Sono il principe Mohinder! Il promesso sposo del principe Noah!" &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuna risposta.</content>
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    <title>dr_suresh @ 2007-12-30T16:46:00</title>
    <published>2007-12-30T16:07:04Z</published>
    <updated>2007-12-30T16:08:36Z</updated>
    <category term="mohinder"/>
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    <content type="html">[Matt/Mohinder. What if. Commenti aperti solo a &lt;span class='ljuser ljuser-name_trinipedia' lj:user='trinipedia' style='white-space: nowrap;'&gt;&lt;a href='http://trinipedia.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif' alt='[info]' width='17' height='17' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://trinipedia.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;matty_parkman&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#000000"&gt;Quella faccenda aveva preso una piega spiacevole.&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Erano giorni, quasi una settimana, che Mohinder si dedicava a quella ricerca. Il pensiero di Niki, del virus Shanti che si faceva largo nel suo sangue e minacciava potenzialmente di ucciderla, lo angosciava.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi lo conoscesse avrebbe sospettato che fosse fuori di senno: negli ultimi tre giorni aveva vagato senza sosta tra i corridoi asettici del laboratorio con le braccia ingombre di cartelle zeppe di documenti o fiale ricolme di liquidi di diversi colori, senza concedersi alcuna pausa nè per mangiare, nè per bere, nè per tornare a respirare, semplicemente. Nonostante le quattro mura del suo studio lo soffocassero, preferiva di gran lunga rimanere in apnea e rischiare di soffocare, piuttosto che riemergere e privarsi di anche solo pochi secondi, che avrebbero potuto rivelarsi fondamentali per gli esiti del suo studio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era in gioco&amp;nbsp;una vita umana:&lt;strong&gt; &lt;font color="#000000"&gt;molte&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt; vite umane. Oltre che Niki,&amp;nbsp;il successo di quella ricerca&amp;nbsp;avrebbe potuto salvare migliaia di eventuali contagiati, e allontanarli da una prospettiva di morte ancor più spiacevole della vita anormale cui le loro facoltà avevano condannato molti di loro. Quel pensiero era la causa delle gocce di sudore che gli imperlavano la fronte scura, del groppo alla gola che non aveva intenzione di abbandonarlo, della tensione che gli gravava sulle spalle come un avvoltoio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornare a casa, quella sera, non ebbe l'effetto sperato. Mohinder credette che rivedere Molly, ritrovare Matt, tornare in contatto con la realtà casalinga dalla quale era stato assente negli ultimi cinque giorni gli avrebbe ridato parte del vigore perduto, e sarebbe stato un ottimo vaccino -&lt;em&gt; ironico, nevvero&lt;/em&gt; - per la malattia sconosciuta che gli fiaccava il cuore.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come non detto: l'appartamento era deserto. Nessuna traccia di Matt nè di Molly, che dovevano essere tra le braccia di Morfeo da un bel pezzo, ormai - erano le due passate -.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mohinder scorse distratto qualche particolare del soggiorno - tutto pulito -, gettò un'occhiata in cucina per verificare, non si sa mai, Matt non fosse in piedi per uno spuntino notturno - piatti lavati, lavabo e tavola sgombri e intonsi -, e marciò con andatura da zombie verso la sua camera da letto, confortato dalla vista del materasso a due piazze, intoccato da tre notti.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'abbraccio delle coperte, e del sonno poi, fu però ancor più angosciante del silenzio che regnava tra quelle quattro mura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sognò&lt;/em&gt;. Di fronte allo sguardo scuro e assonnato&amp;nbsp;dello scienziato si stagliava una piana deserta, interminabile, spazzata da un vento fastidioso che gli bruciava gli occhi. Non ebbe molto tempo per guardarsi intorno: d'improvviso sentì il suolo tremare sotto i suoi piedi - &lt;em&gt;nel sonno Mohinder sussultò con un sospiro&lt;/em&gt; -, e vide il terreno spaccarsi in corrispondenza di una grossa crepa frastagliata: dai bordi della faglia, alla stregua di una ferita, fuoriusciva copioso del liquido rossastro e bollente - &lt;em&gt;lava?, sangue?&lt;/em&gt; -, uno scenario abbastanza inquietante da far indietreggiare il Mohinder del sogno, e mugolare, nel sonno, quello vero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;</content>
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    <title>Divieni ciò che sei * What if...</title>
    <published>2007-12-25T18:26:45Z</published>
    <updated>2007-12-25T19:30:29Z</updated>
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    <content type="html">&lt;font color="#808080"&gt;[Matt/Mohinder. What if. Commenti aperti solo a&amp;nbsp;&lt;span class='ljuser ljuser-name_trinipedia' lj:user='trinipedia' style='white-space: nowrap;'&gt;&lt;a href='http://trinipedia.livejournal.com/profile'&gt;&lt;img src='http://l-stat.livejournal.com/img/userinfo.gif' alt='[info]' width='17' height='17' style='vertical-align: bottom; border: 0; padding-right: 1px;' /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href='http://trinipedia.livejournal.com/'&gt;&lt;b&gt;matty_parkman&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;.]&lt;/font&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#000000"&gt;Era di nuovo rimasto al lavoro fino a tardi.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;E, nonostante tutto, lo rasserenò il pensiero di non avere nessuno ad aspettarlo a casa. Nessuno che potesse biasimarlo per la sua passione, nessuno che potesse sentirsi escluso da una vita su cui non aveva nessun arbitrio ma in cui aveva &lt;strong&gt;&lt;font color="#000000"&gt;diritto&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt; di stare, nessuno che potesse fare le valigie e allontanarsi da un uomo &lt;em&gt;egoista&lt;/em&gt;.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;[Nessuno che potesse abbracciarlo, nessuno che gli facesse trovare una cena pronta e la tavola apparecchiata al suo ritorno a casa, nessuno che gli dicesse &lt;em&gt;Non fa niente, è tutto ok,&lt;/em&gt; e gli riempisse la notte di abbracci e comprensione.]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un vetrino gli scivolò di mano, e Mohinder si ritrovò a chinarsi in avanti con uno scatto al fine di non farlo rovinare in terra e perdere mesi di ricerche. Il colore del mercurio di cui erano intrise le cellule invisibili catturò il suo sguardo per qualche istante, il tipico sguardo di quando si soffermava a pensare a qualcosa o a qualcuno perdendo la cognizione dell'ora e del qui.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ancora una volta si trattò di Matt.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non era affatto opportuno che pensasse a lui -- cioè, alla sua situazione familiare, così spesso. E non era per quel lieve sentore di vergogna&amp;nbsp;o di imbarazzo che riscopriva a tingergli le guance ogni qual volta si accorgesse di esserci ricascato, di star pensando a lui un'ennesima volta.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si era mai arrogato il diritto di giudicare le vite altrui. La sua, per inciso, non era mai stata tanto normale, per cui da che pulpito veniva la predica? Sapeva che si sarebbe guadagnato solo sguardi feriti e risposte taglienti in seguito ad un suo minimo intervento in quel qualcosa di tanto privato da provarne gelosia, cosa che per lui non faceva eccezione. Non avrebbe mai permesso a nessuno di dargli consigli su come gestire il matrimonio che non aveva mai avuto. E non avrebbe compiuto quell'errore con Matt.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che però continuava a tornargli in mente, inesorabile.</content>
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